Leggere è seconda serata dedicata a Pier Paolo Pasolini

Leggere è seconda serata dedicata a Pier Paolo Pasolini

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La seconda serata della manifestazione “Leggere è” è stata interamente dedicata a Pier Paolo Pasolini uno degli intellettuali più importanti del XX secolo. L’evento è stato arricchito da una mostra fotografica in cui Pasolini è ritratto in situazioni pubbliche e private e dalla proiezione del documentario: “La voce di Pasolini” che ha dato il via ad un interessante dibattito condotto da Sergio D’Alessio de “Il quaderno edizioni”, Adriano Conato studente universitario di Beni Culturali e il poeta napoletano Ferdinando Tricarico , che in chiusura ha recitato alcune delle sue poesie scritte in omaggio a Pier Paolo Pasolini. Molto emozionante è stato il momento musicale in cui si sono proposti alcuni brani come: Johann Sebastian Bach. “Erbame dich mein Gott” da Passione secondo Matteo BVW 244. Andrea Scholl, controtenore. The Netherlands Bach Society diretta da Jos van Veldhoeven e “Il lamento per la morte di Pasolini” di Giovanna Marino. Un altro momento particolarmente significativo è stato quello della lettura, ad opera di Alessandra Illiano, dell’appassionata lettera che Oriana Fallaci dedicò a Pasolini dopo essere venuta a conoscenza della morte tragica del poeta. Stefania Spisto de “Il quaderno edizioni” afferma: “Sono quarant’anni che viviamo senza Pier Paolo Pasolini e sono quarant’anni che come scrisse Oriana Fallaci, una luce si è spenta. Sì perché Pasolini era un intellettuale che illuminava con lucide analisi la storia del suo tempo ed ha svelato le profonde contraddizioni a cui la società dei consumi avrebbe portato. Ricordare oggi il poeta e il cineasta di Casarsa non è una semplice celebrazione retorica di quella che è stata la sua opera letteraria e cinematografica, ma un’autentica presa di coscienza di quello che dovrebbe essere lo scopo dell’intellettuale nella società, ruolo che richiede tra le altre virtù anche una considerevole dose di coraggio e onestà. Ci manca un intellettuale libero com’era Pasolini, ci manca Pier Paolo.”

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