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 Il quaderno edizioni presenta il vincitore del concorso letterario “Fantasia al potere”: Alessandro Esposito

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Si chiama Alessandro Esposito, abita ad Ottaviano, in provincia di Napoli, e pur essendo molto giovane, ha appena 27 anni, è riuscito a superare più di 100 partecipanti alla prima edizione del concorso letterario “Fantasia al Potere”. La sua è una penna che scivola caricandosi di emozioni e che lascia il lettore incollato alle pagine dalla prima all’ultima. Il il suo racconto dal titolo: “Ho bisogno di qualcuno” è una commovente storia sulla fragilità umana di fronte alle difficoltà della vita e sull’abisso che crea, e sullo stimolo a rinascere che può dare l’affetto familiare.
Lo incontriamo dopo qualche settimana dal giorno della sua proclamazione e tra un drink e uno stuzzichino gli facciamo foto e domande alle quali risponde con cordialità.
Si è appena laureato in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche e ora è in procinto di iniziare la sua carriera lavorativa in ambito scientifico, strizzando sempre l’occhio alla letteratura e alla scrittura, una passione ricca di talento.

D: Quando è nata la tua passione per la scrittura e la lettura?
R: La passione per la lettura è arrivata abbastanza tardi, tra i 18 e i 20 anni. A 12/13 anni iniziai varie volte a leggere il Conte di Montecristo non riuscendo mai ad arrivare oltre pagina 200! Poi mi appassionai alla politica, e il primo vero libro che ho letto per intero senza riuscire a staccarmene è stato Gomorra di Saviano, un libro che mi ha aperto un’altra visione della realtà che vivevo e cioè quella napoletana. Poi il Conte di Montecristo è stato uno dei libri letti immediatamente dopo e stavolta, una volta scattata la scintilla, riuscii a terminarlo senza intoppi e ad oggi resta uno dei libri più belli che abbia mai letto.
La passione per la scrittura invece è recente, risale a 2-3 anni fa. Inizia a scrivere storielle di 1-2 pagine senza alcun valore specifico. Poi iniziai a scrivere seguendo l’onda delle mie emozioni e li nacque qualcosa di più profondo, scrivere è diventata una valvola di sfogo delle mie emozioni sia positive che negative.

D:Qual è l’autore che ti piace di più? Quello a cui aspiri?
R:Non ho un autore particolare che mi affascina. Ho letto molti libri di King, di Conan Doyle (Sherlock Holmes), ma se proprio devo fare un nome che stimola il mio interesse, quello è sicuramente David Foster Wallace. Infinite Jest è stato il libro più impegnativo e realistico che abbia mai letto, descrive in pieno la nostra società, il nostro essere consumistico e alla ricerca di ogni tipo di intrattenimento per ottundere il pensiero e allontanarci da ciò che ci fa più male, senza accorgerci poi di allontanarci anche da ciò che più ci fa bene.

D: Come sei venuto a conoscenza del concorso letterario “Fantasia al Potere”?
R: Sono venuto a conoscenza del concorso tramite i dottori del laboratorio di ricerca dove sono stato tesista per un anno. Sapevano della mia passione per la scrittura e mi hanno fatto vedere il bando, incoraggiandomi non poco! E’ grazie a loro se ho partecipato, sono dei grandi amici.

D: Perché hai deciso di partecipare?
R: Ho deciso di partecipare perché ho pensato “Perché no?”. Poi l’incipit mi ha attirato parecchio. Erano i giorni di Marzo in cui soffiava un vento fortissimo e l’atmosfera era più che stimolante per scrivere qualcosa e così mi sono messo al pc e ho cominciato a scrivere.

D: Puoi fare un breve sunto del tuo racconto per chi l’ha ancora letto?
R: Il racconto parla di un ragazzo brillante, abile al lavoro, con molti interessi, molte passioni. Un evento però traumatico (la rottura con la ragazza) gli cambia la vita, qualcosa dentro si rompe, e lui, nello scegliere tra ciò che gli resta e l’isolamento, sceglie di isolarsi e abbandonarsi ad una vita irregolare e piena di vizi. Da qui il racconto poteva prendere due strade: o la tragedia o la redenzione. Meno male che è finita nel modo migliore. Penso che ogni persona abbia bisogno di sapere che c’è sempre una possibilità di redenzione, che si può sempre dare una sferzata alla propria vita.

D: Cosa hai provato quando hai saputo di aver vinto?
R: Incredulità. Avevo fatto leggere il racconto ad alcuni miei amici a cui era piaciuto tanto. Ma una volta saputo che ero tra i finalisti, le mie ambizioni non andavano oltre il terzo posto! Ho letto anche gli altri racconti e sono tutti molto belli, alcuni divertenti altri invece molto toccanti. Per cui ancora non ci credo di essere uscito vincitore.

D: Tu sai che hai vinto la pubblicazione di un romanzo. Hai già qualche idea in proposito?
R: Un’idea per un romanzo ce l’ho ma non si può dire neanche che sia un embrione. Ancora non ho messo nulla su carta, non c’è niente in fase di formazione. Inizierò a scrivere qualcosa nei prossimi mesi, perché qualche scena da scrivere ce l’ho in mente. Per me è molto importante il messaggio che deve venire fuori da uno scritto. Scrivere è una responsabilità. Non posso fare uscire tutto quello che mi passa per la testa. Ma se il messaggio che viene fuori da uno scritto è valido e coerente con quello in cui credo allora vale la pena buttarlo giù.

D: Cosa ne pensi del “quaderno edizioni”?
R: Conosco le persone che fanno parte della casa editrice da poco tempo, ma già posso dire che sono molto simpatiche. L’organizzazione della premiazione a Salerno, nella sala del Gonfalone, molto suggestiva, è stata ottima. Questo fa capire che ci sono ragazzi molto in gamba e che prendono sul serio questo compito che hanno molto a cuore: diffondere la cultura. Spero che questo sia l’inizio di una bella collaborazione e di varie amicizie!

Boscoreale, 4 novembre 2015

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